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I Misteri di Piedigrotta

I Misteri di Piedigrotta

Dai culti segreti alla Festa: il Codice Dioniso, il simbolismo, tradizione, storia ed altre storie napoletane nel labirinto


Autore: Maurizio Ponticello
Pubblicato da: Controcorrente (2009)
Premi vinti:
Premio Domenico Rea
Premio Internazionale Emily Dickinson
Premio Masaniello
Premio Oscar alla Cultura Scugnizzo d'Oro

"…Ogni antro è oscuro, come oscura è la notte… Una cavità che s'insinua nelle viscere della terra assorbe il suo silenzio, la profondità della sua notte… Fin quando il nero delle tenebre non avvolge tutto con il suo manto impalpabile, il suo respiro assimila ogni cosa, le sue fauci divorano le stesse ombre…
Se così fosse non saremmo qui a parlarne. È stata oggetto di travolgenti passioni religiose, denigrazioni, versi aulici dei poeti e canzonieri più illustri, fiumi d'inchiostro versati pro e contro, dibattiti, storia e storie, leggende, miti, magia… Ma quel che in questo contesto risulta più importante è che nel suo cuore venivano celebrati i Misteri del Sole. E tanto oscura allora non può essere.
Per questo la Crypta Neapolitana assume la connotazione tutta speciale di luogo miracoloso…"


Era la festa al mondo più antica e celebre tanto da chiamarla la Festa delle Feste, eppure è stata pugnalata alla schiena, e lasciata morire esangue senza che alcuno tentasse una reale rianimazione. Chi ha ucciso Piedigrotta? Ma, innanzitutto, perché?

Denigrata, esaltata, vilipesa, mistificata e soppressa, recuperata sotto altre forme, e poi ancora cancellata dal calendario degli eventi: Piedigrotta è l'emblema stesso della città di Napoli. Ricordata esclusivamente quale trampolino di lancio della canzone partenopea, è stata cavalcata da ogni regnante come una sfavillante vetrina politica fin quando non è risultata 'scomoda'. Le origini sono molto arcaiche: tutto ha avuto inizio in un'orrida bocca spalancata nella montagna di Posillipo, una caverna tenebrosa trafitta da un raggio di sole, e poi benedetta da Virgilio mago…

Storie e miti arcani: nella simbologia dei luoghi e dei segni arrivati fino a noi si nasconde molto altro. Lo svela passo dopo passo in un'intrigante ed avvincente narrazione Maurizio Ponticello che – reduce dal successo che in poco tempo ha fatto di Napoli, la città velata un 'classico' imperdibile – torna ad occuparsi delle radici più profonde della città-culla della scienza iniziatica del Mediterraneo, e propone un viaggio pirotecnico, metafora di un percorso dell'anima oltre che spunto per tracciare una storia altra e sconosciuta. Alchimia, antropologia, storia delle religioni comparate, mitologia, simbolismo: secondo l'autore, che applica il Metodo Tradizionale, sono tutti elementi necessari per una comprensione unitaria del senso della Festa e della partecipazione colta e popolare scandita per oltre venti secoli.
Seneca, Boccaccio, Petrarca, il Marchese de Sade, Goethe… maremoti, peste, inquisizioni, rivolte… grandi nomi e grandi eventi sono legati a Piedigrotta: l'intera storia partenopea tocca il palcoscenico miracoloso di Mergellina, e Ponticello la scruta da una finestra privilegiata raccontando i fascinosi e dimenticati risvolti. Scritto con il ritmo serrato di una partitura musicale, asciutto ed avvincente come un thriller in cui scorrendo le pagine affiorano gli elementi per la soluzione del 'delitto perfetto', I Misteri di Piedigrotta offre più piani di lettura in un incastro da best-seller.

L'autore appassiona il lettore e lo conduce ancora una volta per mano nel labirinto: dischiude veli misteriosi, ricolma lacune, spalanca verità insospettabili, evidenzia menzogne, ribalta luoghi comuni ed il senso attribuito fino ad oggi alla festa dimostrando che è stata deliberatamente imbavagliata, rinchiusa all'interno di uno steccato, ed infine abbandonata. Per comprenderne i motivi bisogna fare un salto temporale di oltre duemila anni e ripercorrerne la storia, le tappe e gli eventi cruciali che hanno segnato la fondazione del santuario: solo in questo modo il puzzle può essere ricostruito e far scoprire che sotto il 'giallo' Piedigrotta si nascondono ben più alti Misteri.
Il dio Priapo, per esempio, al quale Piedigrotta è sempre stata arbitrariamente associata, spettro di ogni oscenità per motivare la chiusura del sipario, non ha ruolo nella festa, afferma l'autore con convinzione, e ne dimostra ampiamente le motivazioni risalendo alle fonti più antiche. Ma, se non è Priapo, chi ne detiene il vessillo? E poi, cosa c'entrano i pirati cilici con Virgilio, Iside, Mithra, Dioniso, Virgilio, Kore, la Sirena Parthenope, San Gennaro con la Madonna di Piedigrotta e la festa? Che cosa è accaduto nel Cinquecento, quando improvvisamente è stato ribaltato l'ingresso del santuario? E la leggenda dell'apparizione della Madonna risale davvero al 1353, come si sostiene, oppure è successiva di un secolo ed è stata artatamente retrodatata? Da chi? Perché? Che ci faceva, inoltre, un alchimista tra i canonici lateranensi del santuario del '500? Che cos'è il 'triangolo benedetto'? E il 'codice Dioniso'? Cosa nasconde la tradizione dello scarpunciello d''a Maronna, e che cosa è occultato, invece, tra i segni dell'iconografia più conosciuta della Signora di Piedigrotta? Quale ruolo hanno i carri, quale la maledetta musica e l'ancor più maledetta tarantella che caratterizzano la festa?

Sono solo alcuni tra gli enigmi che s'intrecciano con gli autentici Misteri in un'affascinante ricostruzione di una delle storie più belle ed inesplorate. Maurizio Ponticello raccoglie la sfida lanciata anni fa da Roberto de Simone, e rilancia, partendo proprio dai suoi passi. Ricco di documenti inediti che aprono un nuovo e sorprendente scenario interpretativo, I Misteri di Piedigrotta esce sessant'anni dopo l'ultima monografia sull'argomento e colma un vuoto di secoli.
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