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Ai “docenti” dello spiritualismo contemporaneo


Giuliano Kremmerz, durante la presentazione della sua scuola di formazione, avvisò così gli aspiranti candidati:

«Non credere, a chi? Mi domanderai tu, a chi non devo credere? Agli iniziati, ai perfetti e agli adepti, alle panzane che leggi nei libri, ai voli fantasiosi degli altri e un po’ anche a me. Non credere agli iniziati, ai perfetti, agli adepti, perché, se questi esistessero tu non li conosceresti, perché queste arabe fenici, se veramente esistessero, non verrebbero a mettere i cartelloni in piazza, perché non avrebbero bisogno di farsi adorare. Non credere nei libri perché chi scrive un libro, spesso fa della letteratura e quasi sempre la piccola arte poetica. …Non credere a me fino a quando non avrò fatto provare a te che fai e produci quello che io ti ho detto, che vedi e riscontri esatto il tanto che ti vado insegnando».

Avete mai sentito parlare di scuole di esoterismo?
Qualcosa mi suggerisce che presto arriveremo a corsi per corrispondenza dell’occulto, a seminari on line, a teleguide dell’ignoto, a dispense via Skype, WhatsApp o via qualche altra diavoleria del genere in linea con i tempi. In giro, già potreste imbattervi in corsi e seminari sull’esoterismo, ammiccano alla curiosità e alla umana sete di conoscenza – tipica dei periodi di decadenza (morale, etica, religiosa, economica...) – frugando tra le aspirazioni e l’interesse per l’inconosciuto.
La questione che pongo, è sulla liceità di “accademie” del genere, ovvero: non commento – lungi da me – il legittimo e auspicabile desiderio ardente di un aspirante discepolo delle dottrine iniziatiche, bensì la supponenza di “docenti” che si auto-arrogano un ruolo in cattedra quali insegnanti della Scienza dell’Io.
Non c’è alcun background da censura medievale, ma una sana – consentitemi – perplessità sulla spinosa faccenda della democratizzazione dell’esoterismo. La questione, infatti, riguarda proprio l’assunzione dell’incarico di docenza di simposi del genere che, ahimè!, portano alla memoria i poco edificanti e molteplici esempi dei Wanna Marchi delle culture occultistiche, i maghi Otelma, Arkam et similia, i quali vantano anni di fattucchieria a buon mercato e, talvolta, curricula a base di denunce a piede libero. Insomma, la storia e i princìpi dovrebbero essere noti a chi si interessa seriamente di certi argomenti: gli unici che siano autorizzati a comunicare/divulgare tal genere di insegnamenti, sono i cosiddetti Maestri. E, se sono Maestri, o sono universalmente riconosciuti come tali, oppure vivono la loro vita separata dalle masse, e perciò non farebbero mai del proselitismo: il proselitismo è radicalmente contrario all’esoterismo perché lo farebbe diventare automaticamente essoterismo (con due esse). Altrimenti, si tratta di arroganti, boriosi scossi dal proprio SuperEgo, tracotanti che rischiano di fare danni a sé e agli altri. Costoro, evidentemente, a causa della loro supponenza – indossando o meno grembiulini e compassi –, dimostrando di non avere contezza di come agiscano le implacabili leggi del karma, di che cosa possa significare soffiare su birilli in bilico e l’effetto domino, accumulare debiti – quelli propri e quelli degli allievi – nella presunzione di pagarli... Tanto meno sono consapevoli di cosa “smuovono” con la loro “agitazione”, quando non legittimati, si intende. Purtroppo, ne sanno in misura ancora minore coloro che sono attratti dal tema (magnetico per alcuni), nella speranza di poter accrescere se stessi, di approdare a conoscenze negate ai più, di apprendere segreti dell’Universo.
A questa orda di nuovi maghetti e apprendisti stregoni di disneyana memoria, che si sentono autorizzati dall’eclissarsi della caccia alle streghe, a questi presunti iniziati (e certamente mai finiti), con Amor, voglio ricordare: occupare il posto del capotavola, potrebbe comportare l’apertura del baratro e lo sprofondamento negli abissi. Infine, suggerisco di rileggere le parole di Evola e di Guénon, quando si sono espressi con vigore sullo spiritualismo contemporaneo, tema quanto mai attuale.
Detto questo, che ognuno si assuma le proprie responsabilità…

Umilmente Vostro,
Maurizio Ponticello




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